DETTAGLIO NEWS

Osservatorio Confesercenti sul Credito alle imprese.

Dati al 31 Luglio 2015
28.09.2015

Le statistiche ufficiali della Banca d’Italia sul credito alle imprese a luglio 2015 certificano un leggero peggioramento della dinamica tendenziale rispetto a giugno (-2,3% su base annua contro -1,9%), confermando le difficoltà della ripresa. Includendo nell’aggregato i prestiti non rilevati nei bilanci bancari - in quanto cartolarizzati - e le variazioni dovute a riclassificazioni, si registra invece una dinamica negativa meno severa e persino in miglioramento (-1,1% contro -1,6%), una combinazione che non si era mai verificata nei primi sei mesi dell’anno.
Le variazioni congiunturali dei tassi di interesse applicati sui finanziamenti concessi alle imprese non finanziarie nel mese di luglio 2015 hanno evidenziato un rimbalzo rispetto a giugno: sono diminuiti laddove erano aumentati e viceversa, raggiungendo minimi storici.
Pertanto è di nuovo aumentato lo SPREAD fra il tasso sui prestiti oltre un milione di euro e quello applicato alle Famiglie Produttrici, risalito a 223 punti base. A luglio è ripresa la discesa del tasso di crescita delle sofferenze, pari al +14,5% su base annua dal +15,2% di giugno.
Il miglioramento ha riguardato sia le imprese con oltre 5 addetti (+14,8% contro il +15,6% di giugno), sia le Famiglie Produttrici (+11,4% contro +11,9%).
Ma senza una soluzione ad hoc per ridurre significativamente l’ingente massa di sofferenze presenti nei bilanci delle banche e dei confidi – da realizzare nel rispetto delle regole europee sugli “aiuti di Stato” - il credito all’economia continuerà ad affluire a ritmi ridotti e più orientati alle imprese medio-grandi.
Le suddette dinamiche consentono di affermare che è ancora presto per dichiarare la fine del credit crunch nei confronti delle imprese in Italia, specie per quelle del comparto commerciale e turistico, nel quale sono le Famiglie Produttrici a soffrire di più il credit crunch, costrette a pagare tassi d’interesse significativamente più elevati rispetto a quelle medio-grandi, e prestare crescenti garanzie in quanto ritenute – non sempre a ragione – meno affidabili

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