DETTAGLIO NEWS

Osservatorio Confesercenti sul Credito alle imprese.

Dati al 30 Novembre 2015.
18.01.2016

I più recenti dati ufficiali (novembre 2015) di alcune grandezze monetarie:
- Sofferenze + 11% su base annua, con un volume assoluto a 201 miliardi di euro;
- I prestiti bancari alle imprese + 0,2% su base annua, in aumento dopo un lungo periodo di dinamiche negative;
- Raccolta obbligazionaria – 15,6%;
- Depositi bancari + 2,3%, con una caduta di tre punti percentuali rispetto ad ottobre 2015 (5,3%);
registrano un avvitamento sempre più pericoloso del sistema bancario che non riesce ad uscire dalle forti difficoltà in cui si è avviluppato.
Per di più la componente buying fear sul lato della raccolta anche obbligazionaria rende l’uscita dalla crisi ancor più problematica, a testimonianza di errori e di responsabilità nella triplice direzione di
- scelte inadeguate di politica comune di vigilanza (bail in, in particolare);
- modalità di risoluzione delle crisi bancarie con scarsa propensione alla salvaguardia del risparmio privato, fatto che ha innescato una crisi di fiducia dei risparmiatori che può ulteriormente deprimere il ciclo economico, in rapporto all’avvio degli investimenti: la favorevole accoglienza dei BTP a tre anni con un rendimento dello 0,02% è una prova dell’accresciuta avversione al rischi;
gestione della crisi delle quattro banche finite nella bufera, che rappresentano appena lo 0,9% degli attivi bancari totali, meritava un attenzione più mirata con l’adozione di meccanismi non punitivi verso i risparmiatori. 
Per quanto concerne in particolare le imprese:
- i prestiti per durata, solo i finanziamenti a medio termine registrano un incremento del 14,1% su base annua, mentre quelli per liquidità ed investimenti segnano rispettivamente – 3,6% e –5,4%;
- le sofferenze delle imprese con oltre 5 addetti sono cresciute del 10,3% su base annua, che si confronta con l’8% delle famiglie produttrici;
- i finanziamenti alle imprese del comparto commerciale e turistico riprendono il segno positivo + 0,2% su base annua, ancorché le famiglie produttrici continuino a subire una restrizione creditizia (- 2,1%).
Il report contiene, poi, un’importante innovazione con la presentazione dei dati ufficiali sui prestiti bancari alle imprese artigiane, le quali subiscono lo stesso processo di restrizione del credito, a conferma della “discriminante dimensionale” nell’allocazione dei prestiti bancari.

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