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Osservatorio Confesercenti sul Credito alle imprese.

Dati al 31 Agosto 2015
20.10.2015

Sebbene si intensifichino i segnali positivi sull’evoluzione della congiuntura in Italia, come evidenziato da un recente comunicato dell’Istat, sul fronte dei finanziamenti alle imprese non finanziarie si continuano a registrare preoccupanti difficoltà, specie per quelle di minore dimensione che, come noto, non dispongono di canali di finanziamento alternativi a quello bancario.
Infatti, i dati ufficiali a livello nazionale della Banca d’Italia relativi al mese di agosto segnalano ancora dinamiche tendenziali negative, seppure in leggerissima attenuazione rispetto al mese precedente, sia se quantificate con i dati grezzi (-2,0% su base annua, vs. -2,3%), sia se valutate con le definizioni armonizzate dell’Eurosistema, che tengono conto delle cartolarizzazioni e di altre rettifiche (-0,8% vs. -1,1%).
E’ appena il caso di rilevare che, stante l’ingente massa di crediti deteriorati, circa 200 milardi di euro di cui 157,9 miliardi euro di sofferenze, è difficile ottenere una ripresa del credito.
Se si adottasse una soluzione caratterizzata dalla costituzione di un Asset Management Company per la valorizzazione e gestione dei crediti deteriorati, si potrebbe disporre, secondo recenti elaborazioni del Fondo Monetario, di risorse di circa 120 -132 miliardi che le banche potrebbero erogare per il rilancio dell’economia.
L’andamento dei tassi d’interesse applicati ai prestiti concessi alle imprese costituisce una rappresentazione plastica della citata tesi: per i nuovi prestiti oltre un milione di euro il tasso medio d’interesse applicato è sceso in agosto – grazie ai noti interventi della BCE – all’1,35%, ossia 21 punti base in meno rispetto al precedente minimo storico dell’1,56% stabilito il mese precedente, mentre per i nuovi prestiti concessi alle micro-imprese che occupano fino a 5 addetti (c.d. famiglie Produttrici), il tasso di interesse medio applicato, pari al 3,92%, si è mosso in controtendenza, essendo aumentato di 13 punti base rispetto a luglio.
Per quanto concerne il settore del commercio e turismo, i prestiti vivi alle famiglie produttrici – tra agosto 2014 e agosto 2015 – si sono ridotti di quasi un miliardo.
E’ cresciuta, inoltre, per tale tipologia di impresa la rischiosità: il rapporto sofferenze/impieghi raggiunge il livello record del 19,4%.

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